Momento storico per l’Italia: il Consiglio Europeo con la Decisione di esecuzione (UE) 2018/593, del 16 aprile 2018, ha autorizzato l’Italia a stabilire l’obbligo di fatturazione elettronica tra privati per il periodo 2018 – 2021. Si tratta dell’ultimo passaggio (formale) necessario all’entrata in vigore del provvedimento inserito nella Legge di Bilancio 2018, che ora ha il via libera e potrà essere concretamente attuato a partire dal 1° luglio 2018.

Nel documento, che potete vedere qui sotto, sono presenti alcuni passaggi fondamentali. Innanzitutto, si sottolinea l’importanza della fatturazione elettronica ai fini della lotta all’evasione: l’unica struttura autorizzata alla validazione delle eFatture, il Sistema di Interscambio, può infatti permettere al fisco di “effettuare controlli tempestivi e automatici in merito alla coerenza degli importi IVA dichiarati e versati”. Ricordiamo che le voci di corridoio parlano dell’introduzione della fattura elettronica come dell’unico modo per evitare l’aumento dell’IVA al 25%, grazie proprio alla lotta all’evasione fiscale che può permettere. Viene poi specificato che, sebbene sia previsto un periodo di applicazione circoscritto, l’Italia potrà chiedere di prolungare l’adozione della fatturazione elettronica oltre il 2021, mostrando l’efficacia della misura con studi e analisi sui suoi effetti.

Le imprese italiane, dunque, si avviano formalmente verso un periodo di grandi cambiamenti, tanto dal punto di vista fiscale e contabile, quanto da quello gestionale: la fatturazione elettronica tra privati permetterà infatti di acquisire in poco tempo una consistente mole di dati in modo rapido e automatico, i quali potranno essere incrociati con altre informazioni in possesso delle imprese e fino a oggi sottovalutate. Un altro passo verso l’utilizzo dei big data anche da parte delle PMI, un passaggio fondamentale per poter competere sul mercato globale, dove vale sempre di più il potere delle informazioni sintetizzato nel detto “sapere è potere”. Diventa strategico dotarsi di strutture informatiche di emissione e archiviazione delle fatture elettroniche, condivisione dei documenti con i clienti, e analisi incrociata dei dati raccolti.

Qui la lettera del Consiglio Europeo: