Con il D.lgs. 14/2019, contenente il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, in particolare l’articolo 379, il legislatore ha riscritto integralmente il 2° e 3° comma dell’art.2477 Codice Civile, prevedendo che la nomina dell’organo di controllo/del revisore è obbligatoria se la società:

  • è tenuta alla redazione del bilancio consolidato;
  • controlla una società obbligata alla revisione legale dei conti;
  • ha superato per due esercizi consecutivi almeno uno dei seguenti limiti:
  • totale dell’attivo dello stato patrimoniale: 2 milioni di euro;
  • ricavi delle vendite e delle prestazioni: 2 milioni di euro;
  • dipendenti occupati in media durante l’esercizio: 10 unità.

In sostanza le SRL, ma in realtà tutte le società ad eccezione delle S.S., alla data di entrata in vigore della norma (16 marzo 2019) al ricorrere dei suddetti requisiti, devono:

  • provvedere alla nomina dell’organo di controllo o del revisore
  • adeguare (se necessario) l’atto costitutivo e lo statuto alle nuove disposizioni entro i nove mesi successivi (cioè entro il 16 dicembre 2019).

Ma il cambiamento più grosso è rappresentato dall’implementazione di adeguati assetti organizzativi, amministrativi e contabili di controllo interno

Infatti, Il codice della crisi d’impresa ha introdotto una serie di modifiche al Codice Civile, e precisamente:

  • agli assetti organizzativi dell’impresa,
  • agli assetti organizzativi societari,
  • alla responsabilità degli amministratori, e infine
  • alla nomina degli organi di controllo e di revisione nelle SRL e nelle cooperative.

Tale norma mira a:

  • realizzare un’efficace reazione alle prime avvisaglie della crisi,
  • attuare un tempestivo e fruttuoso ricorso alle misure di prevenzione e al tentativo di composizione assistita

Pertanto, serve un sistema di controllo interno proattivo e capace di pungolare l’imprenditore, soggetto che frequentemente è indeciso sul se e come agire.

A questo punto deve essere osservato anche il nuovo secondo comma dell’articolo 2086 del Codice Civile, che dispone:

L’imprenditore, che operi in forma societaria o collettiva, ha il dovere di istituire un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche in funzione della rilevazione tempestiva della crisi dell’impresa e della perdita della continuità aziendale, nonché di attivarsi senza indugio per l’adozione e l’attuazione di uno degli strumenti previsti dall’ordinamento per il superamento della crisi e il recupero della continuità aziendale”.

Per tale ragione il commercialista, che oggi ha in essere un mandato di assistenza contabile, dal 16 marzo diventa punto di riferimento dell’adeguatezza dell’assetto contabile dei propri clienti. In sostanza diventa responsabile passivo e attivo delle nuove disposizioni.

Premesso che gli studi condotti anche di recente nel nostro paese hanno evidenziato l’incapacità delle imprese italiane, per lo più PMI, di promuovere autonomamente processi di ristrutturazione tempestiva per una serie di fattori che ne riducono anche la loro competitività (sottodimensionamento, capitalismo familiare, personalismo autoreferenziale dell’imprenditore, debolezza degli assetti di corporate governance, carenze nei sistemi operativi, assenza di monitoraggio e di pianificazione), appare fondamentale l’azione ed il supporto all’imprenditore che il commercialista dovrà dare.

Quindi l’utilizzo di un sistema di monitoraggio contabile, volto a scongiurare la progressiva dispersione del valore aziendale e ad anticipare l’emersione della crisi intesa come strumento di sostegno, risulta essere un asset strategico per qualsiasi impresa.

Con tale sistema le misure di allerta dovranno:

  • rappresentare un luogo d’incontro tra le contrapposte esigenze, del debitore e dei suoi creditori, secondo una logica di mediazione e composizione, non improvvisata e solitaria,
  • bensì assistita da organismi professionalmente dedicati alla ricerca di una soluzione negoziata, con tutti i riflessi positivi che ne possono indirettamente derivare, anche in termini deflattivi del contenzioso civile e commerciale.

Per tale ragione solo un sistema contabile che si basa su un monitoraggio in tempo reale di tutte le operazioni contabili confrontate con il ciclo di acquisto ed il ciclo di pianificazione e controllo contabile possono assicurare il rispetto delle nuove disposizioni, cioè avere un adeguato sistema organizzativo, amministrativo e contabile.

 

Daniele Tumietto, commercialista esperto in standard presso ISO, ITU, UN/CEFACT, CEN e UNINFO