Molti imprenditori e imprenditrici desiderano che la guida della propria azienda passi alla generazione successiva e che i figli salgano al comando, per non disperdere un capitale economico, sociale e umano. Non si tratta però di un’operazione né facile, né immediata.

La maggior parte delle piccole e medie imprese italiane (oltre il 90% di tutte le imprese) sono coinvolte nel tema del ricambio generazionale e dei  problemi che lo affliggono: genitori che faticano, anche emotivamente, a lasciare la guida dell’azienda, difficoltà di valutazione dell’azienda stessa (magari in caso di più figli coinvolti nel passaggio), inesperienza gestionale delle nuove leve.

In questa fase delicata, l’organizzazione è l’arma segreta. Evidenziamo spesso come la gestione aziendale possa cambiare il volto di un’azienda e la vita personale di un imprenditore, perché “sapere dove sono” in termini di prestazioni aziendali è la necessità che solo un sistema organizzato di gestione e controllo può soddisfare, ma a maggior ragione in ottica di ricambio generazionale l’organizzazione diventa fondamentale.

Se la generazione corrente vuole avere risposta alla domanda “dove sono?”, la generazione che subentra si chiede “dove vado?”. La risposta la può fornire solo un sistema gestionale inserito in una procedura rigorosa.

Molte aziende, anche di dimensioni non così ridotte, ragionano invece “a spanne”, fidandosi dell’intuito e dell’esperienza dell’imprenditore. Cosa succede, però, quando manca una struttura di gestione aziendale organizzata e improvvisamente la nuova generazione si ritrova catapultata al comando, senza esperienza e punti di riferimento oggettivi?

Per questo motivo è necessario dotarsi, per tempo, di un’organizzazione aziendale che sappia coniugare aspetto amministrativo, contabile e fiscale con l’analisi della produzione e del mercato. Per strutturare questo sistema bisogna affidarsi ai consulenti giusti, che sappiano analizzare le performance dell’azienda, impostare procedure e work flow adatti a reggere l’impatto di qualsiasi cambiamento al vertice e infine garantire analisi predittive che esplicitino in quale direzione l’azienda e il suo business stiano andando.

Parallelamente a questo processo di analisi e organizzazione della Pmi, è prioritario procedere alla formazione gestionale delle nuove generazioni, in modo da coniugare l’energia dei giovani futuri titolari con la rigorosità delle procedure di gestione “automatizzate”.

Se ben condotti, questi processi possono trasformare il ricambio generazionale da momento di incertezza e sofferenza per l’azienda a occasione di rilancio delle attività. Può essere l’occasione per procedere a una valutazione di tutti gli asset, delle procedure, del work flow e, qualora non sia stato fatto prima, il momento giusto per avviare tutte le attività necessarie a risolvere i problemi.

Il passaggio generazionale non solo può essere “ammorbidito”, ma può rappresentare il momento nel quale avviare quel cambio di paradigma che tutte le Pmi italiane devono intraprendere per stare al passo con il mercato e con la legge: concentrarsi sulla gestione, avere una chiara visione del futuro e una struttura in grado di assorbire eventuali colpi. Prevenire, prima di curare.