Che cos’è una family firm?

Partendo dal presupposto che non è possibile dare una definizione univoca di family firm, è possibile però ricercare tra le innumerevoli definizioni quali sono i confini entro i quali si può definire un’impresa familiare.

  • Partendo dalla giurisprudenza, l’impresa familiare secondo l’art. 230 bis del Codice Civile è “[…] quella cui collaborano il coniuge, i parenti entro il terzo grado, gli affini entro il secondo”.
  • Dal punto di vista economico-aziendale, la definizione è più ampia: si definisce impresa familiare “quella dove la politica e la direzione aziendali sono soggette ad una significativa influenza da parte dei membri di una o più famiglie”: si tratta di un primo punto di svolta nell’analisi del concetto di impresa familiare, ammettendo altri membri non familiari che possono essere inclusi nella gestione aziendale.

Ci sono diversi punti fondamentali che definiscono una family firm:

  1. La dimensione aziendale non conta: un’impresa familiare può essere una piccola impresa sviluppata a livello locale come una grande impresa multinazionale;
  2. Fondamentale è il controllo: per essere un’impresa familiare è necessario che una o più famiglie detengano il controllo della stessa e che siano attivamente partecipi nella vita aziendale.
  3. Le relazioni familiari sono la base per un family business: sono fondamentali sia per la vita dell’impresa e ancora di più nelle fasi cruciali, come il processo di successione;
  4. Ultimo aspetto, ma non meno importante, è il valore d’impresa che spesso coincide con quello della famiglia che l’ha fondata.

L’impresa familiare è dunque l’unione tra le necessità di fare impresa e i valori della famiglia, creando un ponte tra i principi dell’economicità e i valori familiari.

Grazie ai valori fondanti della famiglia trasferiti poi all’interno dell’impresa, questo tipo di aziende hanno a propria diposizione diverse strategie di business non convenzionali, differenziandosi rispetto ai competitor non familiari.

Quali? Ad esempio, la family firm può sfruttare a suo vantaggio l’allineamento tra proprietà e controllo del business, che garantisce compattezza strategica.
Inoltre, le family firm sono caratterizzate da grande flessibilità, che può concretizzarsi nello sviluppo di forme di business più creative ed efficienti, e dalla presenza di rapporti di grande fiducia e impegno fra i membri che, se usati in modo efficace, possono portare ad un notevole vantaggio strategico.

Ma passiamo alle note dolenti: la completa fusione tra famiglia ed impresa può creare un forte limite per lo sviluppo e la crescita di quest’ultima.

Se da un lato il family business gode di vantaggi in termini di strategie dall’altro è anche vero che soffre di alcuni limiti legati soprattutto al coinvolgimento familiare all’interno della gestione operativa dell’impresa.
Rispetto alle non family firm, il controllo da parte della famiglia proprietaria può comportare una gestione meno efficiente e soprattutto protettiva nei confronti dei terzi.

In particolare, uno dei momenti cruciali e delicati della vita dell’impresa è la successione.
Molti studi purtroppo affermano che la maggior parte delle imprese familiari difficilmente riescono a sopravvivere in seguito all’uscita di scena del fondatore, soprattutto a causa della mancata pianificazione del passaggio generazionale.
Solamente un terzo delle family firm riesce a raggiungere la seconda generazione mentre il 95% delle family firm fallisce prima che arrivi alla quarta generazione.